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L’uso dei Playmobil® nella Consulenza Pedagogica: un approccio sistemico e dialogico innovativo

  • Immagine del redattore: Aurora Cesarano
    Aurora Cesarano
  • 12 nov 2024
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 6 giorni fa

La rappresentazione di una situazione-evento familiare e sociale attraverso l'uso del gioco Playmobil® sembra essere uno strumento pedagogico efficace per risolvere una gamma di problemi relazionali che stimola lo sviluppo dei potenziali umani. I principi guida della metodologia corrispondono all'approccio sistemico e alla scienza dialogica che mostrano al pedagogista una rappresentazione tridimensionale del singolo in relazione a tutti gli attori del suo sistema, per identificare così strategie funzionali allo sviluppo di competenze trasversali e generative. Nella consulenza di gruppo, l'assunzione di responsabilità personali in un'ottica di squadra permette ai singoli partecipanti di poter definire e perseguire obiettivi personali volti al raggiungimento di competenze specifiche, legate all'età, al contesto e al ruolo sociale.



"If you want to walk fast, walk alone. If you want to walk far, walk along with others” - African proverb

Introduzione

La consulenza pedagogica è un ambito professionale che mira a supportare l'individuo nel suo percorso di crescita e di apprendimento, intervenendo su problematiche relazionali, comportamentali ed emotive a livello educativo. Questo tipo di consulenza si avvale di varie teorie e metodi per comprendere e migliorare le dinamiche relazionali all'interno di diversi contesti formali e informali. Secondo J. F. Herbart la consulenza pedagogica si basa su un approccio olistico che considera l'individuo nella sua totalità, promuovendo uno sviluppo equilibrato delle capacità cognitive, emotive e sociali (Herbart, 2020). Un altro noto pedagogista, Franco Blezza, in un suo articolo scientifico (F. Blezza, 2016), descrive con le seguenti parole la professione del consulente: "Il pedagogista esercita una specifica forma di consulenza, su richiesta, in presenza di situazioni problematiche di carattere educativo, sociale, relazionale. Si tratta di una forma particolare di relazione d!aiuto posta in essere con la parola, nella quale è altresì possibile implementare gli strumenti concettuali ed operativi, metodologici, procedurali, lessicali della pedagogia sociale e professionale” (Blezza 2010, 2015b; Crispiani 2001; Telleri, 2006).


La consulenza pedagogica, in base all'obiettivo da raggiungere e alla metodologia, agisce utilizzando strumenti specifici. In particolare, l’uso del gioco nella prassi pedagogica è stato approfondito da molteplici autori nel corso della storia. J. J. Rousseau fu il primo a parlare dell'importanza del gioco come strumento educativo. Tale considerazione segnò un punto di rottura con la pedagogia precedente, la quale sosteneva che il processo di apprendimento di nozioni e specifici comportamenti dovesse seguire rigide procedure. Il termine puerocentrismo, da lui approfondito, era fondamentale per ribadire l'importanza della spontaneità, della libertà e dell'espressività creativa come elementi centrali del rapporto educativo. Allo stesso modo, anche F. Fröbel, considerato il padre del giardino d'infanzia, ha sottolineato l'importanza del gioco come strumento educativo per lo sviluppo infantile (Fröbel, 1885). In seguito, altre due figure di spicco nel campo pedagogico, M. Montessori e J. Piaget, hanno contribuito a sottolineare l'importanza del gioco negli approcci pedagogici. La prima ha inserito il gioco nelle sue metodologie educative, favorendo l'apprendimento attraverso attività ludiche e materiali didattici specifici (Montessori, 1964); il secondo ha esplorato il ruolo del gioco nello sviluppo cognitivo dei bambini, dimostrando come il gioco simbolico favorisca la comprensione del mondo e delle relazioni sociali (Piaget, 1962). Più tardi V. Satir ha sviluppato una serie di tecniche innovative per aiutare le famiglie a comprendere e migliorare le loro dinamiche relazionali. Una delle sue tecniche più note è quella delle "sculture familiari" (Satir, 1983). Questo metodo prevede il coinvolgimento dei membri di una famiglia nella creazione di rappresentazioni fisiche delle loro relazioni e delle emozioni ad esse associate, utilizzando i loro corpi per coreografare posizioni e distanze che riflettono la loro percezione dei rapporti familiari. In concreto consiste nel chiedere ai membri della famiglia in questione di posizionarsi in modo da rappresentare i loro ruoli, emozioni e relazioni all'interno del sistema familiare. L'obiettivo è quello di rendere visibili le dinamiche nascoste e di facilitare una comprensione più profonda dei problemi e delle tensioni esistenti. Recentemente, L. Cohen ha applicato il gioco nella consulenza pedagogica familiare, sviluppando il concetto di 'Playful Parenting’, con l'obiettivo di migliorare la comunicazione e rafforzare i legami familiari (Cohen, 2002). L!uso dei giocattoli accompagna tutt!oggi gli incontri individuali e di gruppo di molteplici figure professionali, rappresentando sempre di più un approccio innovativo ed efficace per facilitare l!espressione della persona, l!apprendimento e il benessere emotivo. I giocattoli, infatti, offrono un linguaggio non verbale attraverso cui è possibile, anche da adulti, esprimere pensieri, sentimenti ed esperienze.



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Aurora Cesarano

Pedagogista · Ricercatrice
Consulente metodologica e scientifica

osservare · sostare

trasformare · incarnare

"Dove c’è spazio per sostare, l’esperienza può trovare forma"

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